Gli interni

L’ampio androne d'ingresso ed il cortile, una volta luogo di arrivo delle carrozze, sono dominati da un pregiato portale in pietra asfaltica, denominata localmente "pietra pece", ed è costituito da un grande arco a tutto sesto inquadrato fra due paraste, e sormontato dallo stemma di famiglia, anche questo scolpito nella stessa pietra, in una pregevole fattura, da maestranze locali.

La scalinata che conduce al piano nobile di questa dimora storica, anch’essa in pietra pece originale, si divide ad un certo punto, una volta ritornata all’aperto, in due rampe che conducono parallelamente al salone d’ingresso, dove campeggiano i quadri degli "antenati", ovvero di tutti gli abitanti della casa, a partire dal primo, il Barone Carmelo Arezzo ( 1795-1864 ).
A seguire si sviluppano una serie di ambienti, i salotti, che danno tutti sull’esterno, sulla piazza, di fronte a San Giorgio, o sul corso, in parte di fronte al Circolo di Conversazione, e che culminano, ad un certo punto, nel grande salone della feste, che mantiene ancor oggi la sua integrità, dopo il suo ultimo restauro della seconda metà dell’Ottocento: i suoi affreschi raffiguranti scene mitologiche, mai restaurati, ma sempre vivi e luminosi, i suoi arredi tra cui spiccano lunghi divani in stile, due altissime specchiere e preziosi tendaggi, ed infine il suo pavimento composto da piastrelle di maioliche di scuola napoletana di fine Settecento, dipinte a mano, ne fanno uno degli ambienti piu’ rinomati e ricercati fra i palazzi storici di Ragusa Ibla.

Gli altri salotti, che si aprono l’uno dopo l’altro, anch’essi tutti arredati con mobili d’epoca, si distinguono ognuno per una caratteristica particolare che di regola ha generato la loro denominazione, come l’odierna sala da pranzo, detta la camera degli angeli, per le decorazioni nel soffitto che fu rifinito a inizio Novecento dal maestro Del Campo e da alcuni suoi allievi, o il salotto "giallo" che mantiene una pavimentazione originale in pietra pece, con incastonate preziose piastrelle di ceramica molto vetuste, o la ( camera della ) Cappella.
Ed ancora un’ala del palazzo che, negli anni sessanta del secolo scorso, venne restaurata ed arricchita con pavimenti in marmi pregiati ( giallo di Siena, rosso di Francia, bianco extra di Carrara, onice, xetc ) ritagliati e lavorati personalmente dal maestro Li Calzi, di Comiso.

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